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Una passione che nasce tanto tempo fa, riscoperta grazie all'impegno delle figlie nel nuoto agonistico. Sono strani i corsi e i ricorsi dell'esistenza.

Per Bruno Rosa, freelance che attualmente scatta fotografie "come secondo lavoro", il primo contatto vero con il mondo della fotografia è rappresentato da Adriano Lecchi, giornalista di Panorama: con lui fa lo sherpa e impara a conoscere strumenti, ottiche, inquadrature e a declinarle secondo il propri desideri. Capacità che chiude in un cassetto per molto tempo fino a quando le sue due figlie non entrano in acqua e non scoprono il gusto dell'agonismo tra corsie e spogliatoi. Per seguire loro Bruno riprende in mano le macchine fotografiche e inizia a comporre fotolibri per alcuni atleti, diventando il fotografo di riferimento nella piscina di Melzo. Ripetendo l'esperienza la volta dei saggi di ginnastica ritmica e delle fotografie vendute per conto della società sportiva.

Piccoli prezzi, naturalmente. «Chiedo un prezzo ridicolo», ci racconta: «Un euro più il costo della stampa. Ma d'altra parte un limite della fotografia italiana è proprio il costo troppo elevato: ho sentito chiedere anche 30 euro per un formato 30x40».

Nella sua borsa c'è una Nikon D300 con due ottiche (70-200 2.8 e 17-55 2.8) e un Sb 9100 come flash. Bruno archivia tutto in Raw, utilizzando un software di proprietà Nikon...avvalendosi di un disco rigido di backup. E fa anche parte del Nikon club Italia.

Borsa a tracolla, va in giro per allenamenti, gare, convention in cerca della strada giusta da percorrere per permettere alla sua passione di diventare un lavoro davvero e non bastano gli accordi con le polisportive per poter pensare di rimescolare le carte dei suoi impegni. Le agenzie hanno esigenze di immediatezza che non possono essere soddisfatte se non dalla dedizione e farsi conoscere dalle istituzioni, confida Bruno, è difficile se non si ha il biglietto da visita giusto messo accanto al proprio portfolio. Poi, certo, sarebbe più facile migliorare se i fotografi italiani non fossero tanto gelosi delle conoscenze acquisite, ci racconta. «La differenza tra quanto vogliono comunicare i fotografi italiani e stranieri è netta». Lo dimostrano le risposte sui forum italiani e stranieri: evasive.

Buona strada...

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