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Ogni fotografia, dal momento in cui viene creata, gode della tutela giuridica.
Internet, come mezzo, fa nascere numerose domande che ancora non hanno trovato risposta. Ma, si sa, il diritto arriva sempre dopo a regolamentare la realtà esistente. Tanto più se le attività verso le quali deve rivolgere la sua tutela sono estremamente mutevoli nel tempo come quello del diritto d'autore sconvolto dalle innovazioni tecnologiche.

Se la pirateria attraverso la rete è un fenomeno diffuso e semplificato dalla codifica in digitale delle immagini, ancorarsi alla pellicola è impossibile. L'esperienza della Kodak ne è il simbolo: case di produzione chiudono e posti di lavoro che saltano.

In Italia, la legge di riferimeto per la tutela delle fotografie, sia che rientrino nella categoria delle opere d'arte sia che rimangano nella categoria delle fotografie semplici, resta la 663 del 1941, pur con le dovute modifiche subite nel tempo.

Internet abbatte le frontiere nazionali per sua stessa vocazione. Questo fatto crea problemi dal punto di vista di sovranità nazionale e di leggi da applicare. Sono nati nel tempo, accordi e trattati per uniformare le discipline nazionali secondo linee guida comuni.
Il primo tentativo in questo senso fu la Convenzione di Berna, firmata per la prima volta il 9 settembre 1886 tra nove Paesi principalmente europei, prima ancora che in Italia la fotografia rientrasse tra le discipline oggetto di tutela.

La profonda differenza nel sistema giuridico nordamercano fece sì che alla metà del secolo scorso, la Convenzione di Berna non fosse stata ratificata dagli Stati Uniti, Canada, Brasile e dai paesi sotto l'egida dell'Urss. Per questo motivo si adottò una nuova Convenzione Internazionale che conteneva le norme compatibili con i sistemi giuridici americani in modo tale da coinvolgere gli Stati ancora fuori dalla convenzione senza interferire con i rapporti già instaurati. La Convenzione Universale sul Diritto d'Autore fu firmata il 6 ottobre 1952 e ratificata in Italia nel 1977.

Accanto alla Convenzione, poi, ci sono poi i trattati W.I.P.O., adottati a Ginevra il 20 dicembre 1996. Il primo,il W.I.P.O. Copyright Treaty - per semplicità Wtc - è dedicato alla tutela delle opere intellettuali e dell'ingegno, mentre il secondo che abbraccia i diritti degli esecutori e dei fonogrammi è denominato W.I.P.O. Performances and Phonograms Treaty o Wppt. Per la prima volta, nel Wtc vengono introdotti i concetti di "misure tecnologiche di protezione" e di "informazioni elettroniche": un segno importante dei tempi che si accompagna all'introduzione del diritto esclusivo dell'autore di autorizzare l'accesso al pubblico agli originale o alle copie dell'opera.

Resta importante seguire la giurisprudenza. Tanto per gli autori che per gli appassionati. Le decisioni dei giudici, infatti, sono il "termometro" che regola i rapporti tra fotografi e agenzie, tra agenzie e giornali, tra autore e committente. Il diritto applicato alla realtà. Realtà che, al momento, è troppo veloce per il legislatore.

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