Home
Fotografare lo sport
Galleria Fotografica
Tutela dell'Immagine
News ed Eventi
Cerca nel sito
Chi Siamo
Link
Iscriviti!
Contatti
Disclaimer
Realizzazione Siti Web
Pubblicità
Utenti online: 33
Articoli online: 122

Penzolano dai cavi della luce, dai fili del telefono, in coppia o in veri e propri grappoli di calzature: sono le scarpe lanciati dagli anonimi adepti di uno "sport" che si sta diffondendo in tutto il mondo, Italia inclusa. Infatti, da Bologna a Caserta, in queste settimane si moltiplicano gli avvistamenti di ciabatte e vecchi scarponi appesi.
Dopo i lucchetti targati Moccia, i graffiti su palazzi e vagoni del metro, i vari «Dio c'è» (con variazioni locali), le tribù metropolitane sembrano insomma aver trovato nel nostro paese una nuova forma di espressione. Che ha, tuttavia, origini lontane e un significato poco chiaro.
Per molto tempo questo fenomeno non ha neppure avuto un nome fino a quando nel 2005 l'americano Ed Khoeler, esperto di comunicazione urbana, lo ribattezzò "shoefiti", contrazione di shoe (scarpa) e graffiti, dedicandogli un sito ad hoc. Qui è possibile apprendere le "regole base" di questo fenomeno: ad esempio, che per aumentarne la visibilità, le scarpe possono essere riverniciate in colori squillanti, così da spiccare nel grigiore urbano. Oppure le possibili variazioni, come il lancio sul filo spinato delle recinzioni o la creazione di veri "alberi di scarpe". 

Ma è sul significato originario che gli "esperti" non si trovano d'accordo: una delle teorie più diffuse vorrebbe che la presenza di scarponi appesi sui cavi indichi la presenza di uno spacciatore nei dintorni. Ma è solo una leggenda, spiegano i suoi cultori che ricordano come la stessa prassi si ritrovi in diverse parti del mondo per segnalare la fine della naja, un matrimonio o la perdità della verginità.
Lo "shoefiti" peraltro ha affascinato anche gli artisti ed è stato immortalato al cinema, con significati ben diversi. Nel film «Sesso & potere» del 1997 con Robert De Niro e Dustin Hoffman, le scarpe venivano lanciate in segno di solidarietà con un soldato americano tenuto prigionieri, mentre nel 2003 Tim Burton in 'Big Fish' ne fece il simbolo della ricerca della felicità.
Su Facebook, infine, punto di ritrovo delle ultime tendenze, allo "shoefiti" sono dedicati ben otto gruppi, ai quali iscriversi per discutere con gli altri appassionati e seguire la "marcia inarrestabile" delle scarpe penzolanti. Qualunque sia il loro significato. (Adnkronos)







Fotografare.net

Edilizia