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Quando si è piccoli le parallele sembrano sempre tanto alte. Lo ha scritto Vanessa Ferrari sotto un poster che ha nella sua stanza. Deve averci pensato quando le sue mani non hanno afferrato lo staggio durante le finali di specialità agli europei di Amsterdam. Lei, la favorita, che solo in giorno prima aveva conquistato la medaglia d'oro nel concorso generale, è caduta. Mentre svolgeva l'esercizio al suo attrezzo preferito. Capita, è normale, e forse è anche positivo che questa ragazzina sedicenne abbia dimostrato che dopo una caduta ci si può rialzare. Anche dopo due cadute.
La trave è un attrezzo difficile. E la stanchezza si deve essere fatta sentire. Come la tensione di avere gli occhi di tutti addosso. Vanessa ha dimostrato con quale carattere fa fronte alla fatica. Due lacrime le hanno rigato le guance scendendo dalla pedana della trave, ma poi eccola lì a volteggiare in aria sulla musica di "Nessun dorma". Mento in alto, spalle tirate indietro prima di quell'ultima diagonale con un avvitamento in più, aggiunto per salire sul gradino più alto del podio per la specialità del corpo libero. La Izbasa si ritira per un infortunio alla caviglia, ma i conti si fanno con chi scende in gara. E Vanessa vince al corpo libero: sono due le medaglie d'oro da portare a casa, da far ammirare ai genitori che la seguono in ogni competizione.
Nello stesso giorno è festa grande anche per Carlotta Giovannini, oro al volteggio nella competizione per specialità. Punteggio di 14.812, davanti alla tedesca Oksana Chusovitina (14.725) e alla campionessa uscente, la russa Anna Grudko (14.625). L'aveva detto, lei, che avrebbe vinto. E l'ha fatto. Con un po' di trepidazione per il salto della seconda in classifica, Oksana Chusovitina, che, pur con il doppio dei suoi anni, continua a gareggiare ad altissimi livelli.
Per l'Italia, però, è un gran giorno anche per le medaglie della ginnastica maschile. Torna a vincere, infatti, Igor Cassina, bronzo alla sbarra. Dice di essere molto contento perché i suoi avversari, Fabian Hambuechen e lo sloveno Aljaz Pegan - al primo e secondo posto - sono al meglio delle loro potenzialità e hanno eseguito esercizi puliti. Lui ha sbagliato una presa perdendo due decimi. «Ora devo migliorare». Un argento poi, arriva dagli anelli. Andrea Coppolino è stato battuto dall'ucraino Alexander Vorobyov. Stesso punteggio di Coppolino (16.200) per il bulgaro Jovchev. Quinto posto per l'altro azzurro, Matteo Morandi (15.375).
Medaglie, quindi, ma soprattutto una ginnastica artistica italiana che può contare su una squadra di grandi atleti.
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