Un'idea nata dopo la vicenda di Catania nella quale ha perso la vita Filippo Raciti, ispettore capo della polizia. Da quel giorno è partito l'iter del nuovo codice di autoregolamentazione firmato il 25 luglio dalla Federazione radio televisioni, a cui sono associate le principali reti televisive nazionali e locali italiane, e ora allo studio delle Commissioni parlamentari competenti affinché per il prossimo campionato esista uno strumento in più per quella che il ministro Gentiloni ha definito «una buona competizione sportiva».
Il codice affida l'attività di monitoraggio all'Agcom attraverso contratti esterni, fermo restando il lavoro della Polizia di Stato. Resteranno in vigore, però. le sanzioni previste dal testo unico radiotelevisivo. Tra le disposizioni previste, alcune riguardano la conduzione di programmi televisivi e radiofonici e prevedono sia la sospensione del programma che l'allontanamento del responsabile affinché non si istighi alla violenza.
Un'attenzione particolare è riservata ai minori. Sottoscrivendo il codice, infatti, i firmatari si impegnano alla diffusione dei valori positivi insiti nello sport, come lo spirito di lealtà.
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