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Qualche numero
| lavoratori precari |
67% |
| lavoro in nero |
37% |
| Sport come fonte principale di guadagno |
68% |
L'84% dei lavoratori in ambito sportivo è atipico o in nero.
«Che tradotto in pillole di vita quotidiana, significa: stipendi molto bassi (inferiori ai 15mila euro lordi annui), niente pensione né prestazioni di tutela quali malattia, maternità o infortunio.
Per molti, non più giovanissimi, significa vivere ancora con papà e mamma, non avere una propria famiglia e dei figli, e la quasi totale assenza di progetti per il futuro.
È la realtà di chi lavora ogni giorno nel mondo dello sport come istruttore, allenatore, preparatore atletico o addetto al salvataggio, fotografata dall'inchiesta "Le condizioni di lavoro nel mondo dello sport", presentata, a Roma, dal segretario nazionale NIdiL-Cgil Roberto D'Andrea, alla presenza del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani»
La maggioranza ha un titolo di studio abilitante (diploma Isef o certificato del Coni) e proviene dall'attività agonistica. Soltanto nel'8% dei casi svolge un'attività per sola passione.
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